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29/06/2021

«Blocco dei licenziamenti, ecco perché è necessario estenderlo a tutti»

«Il rilancio del Paese non può partire dal via libera ai licenziamenti». Il segretario regionale Villiam Pezzetta ribadisce così la ferma contrarietà della Cgil alla fine del blocco dei licenziamenti, con l’annessa richiesta, rinnovata quest’oggi dal segretario generale Landini al presidente del Consiglio Draghi, di estendere a tutti i settori le coperture (cassa integrazione per Covid e blocco dei licenziamenti) previste fino al 31 ottobre per i settori privi di cassa integrazione ordinaria. «Ci interessa poco – spiega Pezzetta – di discutere deroghe che avrebbero comunque portata estremamente marginale, soprattutto nella nostra regione, dove solo dell’1% degli occupati nel manifatturiero lavora nei settori per i quali si ipotizza una proroga della cassa integrazione. Quella che stiamo vivendo è infatti una fase che, sia pure di ripresa rispetto a un annus horribilis come il 2020, resta condizionata da una forte incertezza, legata sia all’evoluzione del quadro pandemico che a fattori economici, come le tensioni e i rincari delle materie prime e dei componenti. Se è vero che alcuni comparti stanno subendo maggiormente e più a lungo gli effetti dell’emergenza sanitaria, è altrettanto evidente, vista la fragilità della ripresa in atto, l’esigenza di continuare a garantire protezioni e tutele valide per tutti i lavoratori e tutte le imprese, a maggior ragione nella realtà di un sistema produttivo e di un mercato del lavoro sempre più frammentati, che impongono il tema della riforma e dell’estensione degli ammortizzatori come una delle grandi priorità del Paese, parallelamente all’avvio e alla messa a regime del Pnrr. Pnrr che rappresenta un’occasione irripetibile per il rilancio e il rinnovamento del nostro sistema produttivo, specie se sapremo vincolare l’accesso ai fondi a obiettivi di crescita e qualificazione dell’occupazione».
Quanto ai numeri, la Cgil Fvg aveva a più riprese indicato in circa 15mila i posti “esposti” in assenza di ammortizzatori e blocco dei licenziamenti. «Detto che si tratta di una stima che risale alla scorsa primavera e che lo scenario è fortunatamente cambiato, consentendo una buona ripartenza dei settori più in sofferenza come turismo e commercio, crediamo che tra manifatturiero, servizi alle imprese e appalti si possa realisticamente stimare una platea di almeno 3-4mila lavoratori a rischio di licenziamento con il venir meno delle protezioni a partire dal 1° luglio. A confermarlo anche i quasi 26 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate tra gennaio e maggio, concentrate nel terziario ma con volumi ancora alti (11 milioni di ore, ndr) anche nel manifatturiero». Sono invece poco più di un migliaio, a fronte di una platea di circa 120mila occupati dipendenti nell’industria e nell’edilizia, i lavoratori del comparto tessile, abbigliamento e moda che potrebbero beneficiare della ventilata estensione del blocco».

Rassegna Stampa

26/07/2021

Economia, Regione, Lavoro.
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