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23/06/2021

«Sanità, la Regione incrementi la dotazione delle risorse aggiuntive 2021»

Riconvocare il tavolo sulle risorse aggiuntive regionali (Rar) 2021 per la sanità, con l’obiettivo di arrivare in tempi brevi a un giusto accordo sia sull’entità complessiva dei fondi che sul loro utilizzo. È quanto chiede la Funzione pubblica Cgil del Friuli Venezia Giulia, con la sua segretaria generale Orietta Olivo, che punta il dito contro i ritardi dell’assessore: «Quello di Riccardi – denuncia – sta diventando un atteggiamento arrogante, perché nonostante i nostri ripetuti solleciti il tavolo è fermo a maggio e non riceviamo più risposta nemmeno alle nostre e-mail».
STRAORDINARI, ANCHE UN ANNO DI ARRETRATO Principale nodo del contendere l’entità delle Rar 2021, che al momento è ferma alla quota “storica” di 16 milioni, senza alcun incremento legato alla gestione della pandemia: «Se consideriamo che nel 2020 erano stati stanziati 11 milioni in più, di cui 9 di fonte statale e 2 della Regione, è evidente che i conti non tornano, anche alla luce dei pesantissimi effetti della seconda e della terza ondata, che in regione sono stati molto più pesanti rispetto a quelli della prima», commenta ancora Olivo, critica anche sulla filosofia d’intervento delle Rar. «Quelli che dovrebbero essere fondi destinati a prestazioni aggiuntive – spiega – vengono utilizzati, come prassi in atto da molti anni, per garantire i livelli essenziali di assistenza. Prova ne sia il fatto che molte ore di straordinario 2020, su un monte ore complessivo di circa 1 milione di ore prestate l’anno scorso in regione, non sono state ancora pagate, proprio perché in molti casi sono retribuite attraverso le Rar. Dopo un anno e mezzo di lavoro in condizioni che Olivo definisce infernali, anche per lk’0esposizione al rischio contagi, «l’unico riconoscimento tangibile ai lavoratori – rimarca ancora la segretaria regionale Fp-Cgil – è stato il bonus Covid, finanziato interamente con risorse statali». Da qui la richiesta quantomeno di incrementare la dotazione 2021 delle Rar.
LA QUESTIONE VACCINI Altro nodo vicinissimo al pettine la gestione della campagna vaccinale. «Il decreto legge nazionale – spiega Olivo – pone vincoli destinati ad aggravare una cerisi di personale già cronica, se si considera che all’inizio di questa pandemia, nel 2020, partivamo con 300 addetti in meno rispetto all’anno precedente. Come saremo in grado di far fronte allo spostamento di centinaia di lavoratori a mansioni senza contatto con il pubblico? Anche, soprattutto su questo, è fondamentale che l’assessore si confronti con il sindacato e i lavoratori». Lavoratori cui dovrà anche essere riconosciuto, ricorda ancora Olivo, il compenso  per le vaccinazioni somministrate fuori dall’orario di lavoro: «Soldi che arriveranno solo con la conclusione dell’accordo sulle Rar 2021. Anche per questo è necessario riconvocare il tavolo e chiudere in tempi brevi la trattativa».
PERSONALE, DEFICIT CRONICO A preoccupare la Fp-Cgil, come ha spiegato Andrea Traunero, componente della segreteria regionale Fp e segretario provinciale di Udine, ci sono anche i ritardi nelle 210 assunzioni (150 infermieri e 60 Oss) previste dagli ultimi concorsi regolarmente conclusi e i tempi lunghi della selezione di nuovi tecnici della prevenzione: «Si tratta di rinforzi indispensabili e improrogabili per tutte le nostre aziende sanitarie, dalle corsie degli ospedali fino ai dipartimenti di prevenzione, tuttora in forte deficit di personale rispetto alle esigenze di tracciamento dei contagi e di sequenziamento delle varianti, che vedono la nostra regione in ritardo rispetto alla media nazionale.

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26/07/2021

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