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16/05/2020

Cassa in deroga, Cgil in pressing: «Tempi troppo lunghi, la Regione anticipi l’indennità»

Un’ulteriore accelerazione alle procedure di autorizzazione delle prime 8mila domande di cassa integrazione in deroga pervenute alla regione, tutte presentate entro il mese di marzo. Chiarimenti sui tempi di pagamento, alla luce della disposizione del Decreto Italia, che affida all’Inps anche le nuove procedure di autorizzazione della cassa in deroga, oltre ai pagamenti, e prevede l’erogazione di una prima quota pari al 40% dell’indennità entro i 15 giorni dalla presentazione della domanda. La possibilità di un anticipo da parte della Regione, attraverso i fondi di rotazione o altri strumenti, della Cigo e della cassa in deroga per tutti quei lavoratori, circa il 70% della platea coinvolta dagli ammortizzatori, che percepiscono il trattamento direttamente dall’Inps, con i relativi tempi, non potendo contare su un pagamento anticipato da parte dell’azienda.
Sono le tre richieste che la Cgil porterà lunedì all’incontro con l’assessore regionale al lavoro Alessia Rosolen, convocato per fare il punto con i sindacati sull’accesso agli ammortizzatori sociali, con particolare riferimento alla cassa in deroga, il cui iter è affidato, nella fase autorizzativa e fino all’entrata in vigore delle novità previste dal Decreto Rilancio, alla competenza delle Regioni. «Al momento – spiega Susanna Pellegrini, responsabile del mercato del lavoro nella segreteria regionale Cgil – ci risulta che gli effetti del decreto riguarderanno solo le nuove domande, mentre la decretazione di quelle già presentate dovrebbe restare di competenza regionale. Ecco perché resta prioritaria l’urgenza di velocizzare i tempi di autorizzazione, visto che all’11 maggio, secondo i dati diffusi dall’Inps l’11 maggio, risultavano decretate solo 2.141 domande, per un totale di 4.851 beneficiari, circa un quarto rispetto alle 8mila presentate a marzo, mentre sono soltanto 1.061 quelle giunte a liquidazione: in sostanza, dunque, sono solo 1.924 i lavoratori che hanno incassato la cassa in deroga di marzo, a fronte di una platea complessiva di circa 16-17mila persone». Positiva, ma non sufficiente, l’accelerazione impressa dalla Regione negli ultimi giorni: «Il rafforzamento degli organici della Direzione lavoro – spiega Pellegrini – ha consentito di viaggiare, in questi ultimi giorni, al ritmo di quasi 200 pratiche al giorno: se si fosse proceduto subito in tal senso non ci troveremmo di fronte a questa mole di arretrato, che può essere smaltita in tempi accettabili sono con un’ulteriore immissione di personale dedicato».
Meglio sta andando nel caso della cassa integrazione ordinaria. Pur non essendo disponibili i dati divisi per regione, infatti, si sa che a livello nazionale hanno già incassato le competenze di marzo e di aprile 4,6 dei 7,2 milioni di lavoratori destinatari della Cigo e del Fondo integrativo salariale (Fis) dell’Inps (destinato alle aziende con almeno 5 dipendenti non coperte dalla cassa integrazione). Sulla base di quei dati (diffusi dall’istituto e corretti dopo un primo comunicato che parlava di 8,5 milioni di beneficiari tra Cigo e Fis), e tenuto conto anche della cassa in deroga, la Cgil stima che in regione siano almeno 160mila i lavoratori coinvolti dagli ammortizzatori, di cui circa 70mila quelli ancora in attesa dei soldi di marzo. Da qui la necessità di misure più efficaci rispetto all’anticipo da parte degli istituti di credito, «una soluzione – spiega Pellegrini – poco praticata, vuoi per la complessità della procedura, vuoi perché nel caso della cassa in deroga risulta praticamente inattuabile, dal momento che per attivare l’anticipo serve comunque il decreto autorizzativo della Regione, i cui tempi sono la vera causa dei ritardi». 

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