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12/05/2020

«Sanità, serve una strategia per la fase 2 di ospedali e servizi territoriali»

«Serve un piano per la fase due anche nella sanità». A chiederlo è Rossana Giacaz, responsabile welfare della segreteria regionale Cgil, che sollecita la Giunta e l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi a illustrare e condividere le strategie per assicurare il graduale ritorno alla normalità nell’organizzazione degli ospedali, dei servizi territoriali e nell’accesso dei cittadini alle prestazioni del sistema sanitario.
«La domanda di salute e di servizi – spiega Giacaz – non si è certo fermata di fronte all’epidemia. C’è stato un ovvio congelamento delle prestazioni non urgenti e l’arretrato che si sta accumulando dovrà essere recuperato: per farlo serve un piano straordinario che passa per il potenziamento delle strutture e del personale. Il tutto continuando a mantenere attivi tutti gli strumenti, le misure e i presidi capaci di tenere sotto controllo l’andamento dei contagi, prevedendo e monitorando l’insorgere di nuovi focolai, in quello che resta, assieme al sociale, il settore più esposto agli effetti dell’epidemia». Se da un lato comprende la centralità del dibattito sulla ripartenza dell’economia, la Cgil guarda con preoccupazione all’ipotesi di un allentamento dell’attenzione sulla sanità: «Non soltanto per quanto riguarda l’adozione di tutte le misure necessarie per arginare il contagio e far proseguire la discesa della curva epidemica – ribadisce Giacaz – ma anche per la necessità improrogabile di affrontare il problema delle liste di attesa, fortemente appesantite dall’emergenza Covid, e di ripristinare la normalità anche nei servizi di prevenzione, nell’attività dei laboratori di analisi, nell’accesso e nel funzionamento del pronto soccorso. Obiettivi, questi, che passano anche attraverso il potenziamento dei servizi territoriali, condizione imprescindibile per allentare la pressione sul sistema ospedaliero».
Indispensabile, per Giacaz, anche un piano straordinario di assunzioni destinato a supportare il potenziamento dei servizi in una situazione operativa che deve continuare a fare i conti con le misure anti-contagio, con un inevitabile appesantimento e allungamento dei tempi necessari a erogare le prestazioni. Quanto al rapporto con i privati, la Cgil dice sì alle sinergie, «che abbiamo sollecitato anche nella fase più critica dell’epidemia, di fronte alla contraddizione dei troppi operatori sanitari fermi nelle strutture private», ma fermi restando i vincoli relativi al tetto massimo delle prestazioni erogabili in convenzione. «Perché spetta al servizio sanitario pubblico – conclude Giacaz – il compito di rispondere alla domanda di salute dei cittadini. E sarebbe francamente incomprensibile, dopo che tutti hanno giustamente sottolineato il ruolo fondamentale della sanità pubblica e dei suoi lavoratori nel fronteggiare l’emergenza Covid, se l’esigenza di presidiarla e rafforzarla finisse già in secondo piano».

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24/09/2020

Economia, Regione, Lavoro.
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