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16/03/2020

«Garantire la sicurezza di chi lavora». I sindacati scrivono al prefetto di Pordenone

«Per noi è assolutamente prioritaria che venga salvaguardata la sicurezza di coloro stanno lavorando, ed in particolare di chi con sacrificio e dedizione garantisce in questo momento l’assistenza e l’emergenza sanitaria. E insieme a loro anche a tutti i lavoratori che fisicamente sono presenti al lavoro per garantire i servizi essenziali, la vendita di generi alimentari e beni primari, l’assistenza alle persone in difficolta, fino ai lavoratori che rimangono in produzione per mandare comunque avanti la nostra economia». È quanto scrivono i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil in una lettera inviata al prefetto di Pordenone Maria Rosaria Maiorino, cui chiedono di «intervenire, anche attraverso i necessari coordinamenti delle strutture preposte», per vigilare sul rispetto del protocollo nazionale firmato da sindacati e Governo per gestire l’emergenza sanitaria nelle aziende e quindi «affinché venga garantita la sicurezza e la protezione di chi lavora per tutti noi». 
«È indispensabile – scrivono Flavio Vallan (Cgil), Cristiano Pizzo (Cisl) e Roberto Zaami (Uil) – che chi lavora sia protetto e che le istituzioni vigilino per far rispettare le misure previste e si adoperino per far arrivare al più presto i dispositivi di protezione individuale». Pronte a «mettere in atto tutte le iniziative necessarie, diffide, astensioni dal lavoro e richiesta di intervento delle autorità sanitarie ed ispettive» dove vengano ravvisati cassi di mancato rispetto delle prescrizioni del protocollo, nazionale, i sindacati chiedono inoltre al Prefetto di istituire un canale di comunicazione istituzionale dove fare pervenire tali segnalazioni, «a partire da quelle che ci provengono dalle strutture di rappresentanza dei lavoratori». Tutto questo, concludono i segretari, mettendo «a disposizione degli organi dello Stato la nostra collaborazione nel combattere l’epidemia, impegnandoci affinché si crei l’attenzione necessaria verso coloro che sono i più esposti e che attraverso il loro lavoro stanno salvaguardando l’interesse dell’insieme della nostra comunità».
Sempre a Pordenone, da segnalare anche la lettera aperta delle Rsu e dei rappresentanti sindacali per la sicurezza al direttore generale dell’Azienda sanitaria del Friuli occidentale, per ribadire le situazioni critiche riguardo alla tutela della sicurezza del personale sanitario, che vanno dalla disponibilità dei dispositivi di protezione individuale alle modalità di organizzazione del lavoro e di accesso alle sedi delle strutture sanitarie in provincia. Chiesto un incontro urgente, «nelle modalità consentite», per un confronto diretto mirato a «una regia unica e coordinata delle misure necessarie».

Rassegna Stampa

03/04/2020

Economia, Regione, Lavoro.
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