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12/03/2020

«Gli anziani non escano, però serve l'impegno di tutti per salvarli dall'isolamento»

«Invitiamo tutti i pensionati e gli anziani ad attenersi coscienziosamente alle indicazioni dei decreti approvati dalla presidenza del Consiglio, evitando o limitando solo alle esigenze improrogabili le uscite da casa, nell'interesse proprio, in quanto siamo la fascia più esposta al rischio contagio e alle conseguenze più gravi del virus, e degli altri». Questo l'appello lanciato dalla segreterie regionali dei sindacati pensionati del Friuli Venezia Giulia, che invitano comunque gli anziani e tutta la cittadinanza a guardare con fiducia all'evolversi della situazione: «Con la collaborazione e l'impegno di tutti – dichiarano i segretari regionali Roberto Treu (Spi-Cgil), Renato Pizzolitto (Fnp-Cisl) e Magda Gruarin (Uilp-Uil) – siamo certi che il rigore delle misure messe in campo dal Governo e dalla Regioni, unito allo straordinario impegno di chi affronta in prima linea questa emergenza, a partire dai lavoratori della sanità pubblica, ci consentiranno di superare questa difficilissima fase e di ripristinare nell'arco di poche settimane normali condizioni di vita e di lavoro».
Ma gli anziani, sottolineano i sindacati dei pensionati, «non possono essere lasciati soli di fronte a un'emergenza che oggettivamente aggrava il rischio di isolamento e complica la vita e le modalità di assistenza sanitaria sia domiciliare sia, soprattutto, nelle case di riposo, soggette a giuste quando dure restrizioni non solo all'intervento dei lavoratori, ma anche nelle viste di familiari, amici e conoscenti». Da qui il «pressante invito» che Treu, Pizzolitto e Gruarin rivolgono a tutti, Regione, aziende e distretti sanitari, ambiti socio assistenziali, comuni, responsabili delle case di lavoro pubbliche e private a «individuare, pur nella ferma e rigorosa applicazione delle regole imposte dall'emergenza, a partire dalla dotazione degli operatori socio-sanitari e degli assistiti degli indispensabili dispositivi di protezione individuale e dalla sanificazione degli ambienti, tutte le soluzioni organizzative che possano contribuire ad alleviare la situazione di isolamento degli anziani». Se da un lato, quindi, «vanno definiti i tempi per il potenziamento dei reparti di terapia intensiva, e definite nuove aree per ospitare e assistere i contagiati, ad esempio i piccoli ospedali che sono stati depotenziati, vanno contemporaneamente elaborate strategie per favorire e migliorare le relazioni con l'esterno, incentivando il ricorso a videochiamate, chat, la collaborazione con le reti del volontariato e dell'associazionismo».
L'auspicio è che l'emergenza in atto «possa essere l'occasione per progettare e applicare, non solo nelle strutture residenziali ma anche nell'ambito dell'assistenza domiciliare, nuove soluzioni organizzative e nuove forme di sinergia tra operatori, ospiti, familiari e volontari». Una sfida che i sindacati lanciano anche alla Regione, esortata a mettere in pratica gli obiettivi dell'ultima legge di riforma sanitaria, che punta ad attuare, «attraverso il rinvio al più flessibile strumento dell'atto amministrativo, le scelte di carattere organizzativo più opportune anche in relazione alla conoscenza maggiormente approfondita delle singole realtà, con risposte puntuali e tempestive in contesti emergenziali». Risposte la cui efficacia richiede non solo  nuove misure straordinarie come il rafforzamento delle terapie intensive, per scongiurare l’inacettabile ipotesi che qualcuno possa essere escluso sulla base di criteri di età o di salute, ma anche scelte coerenti e tempi certi sul fronte delle assunzioni, indispensabili non soltanto in un contesto di emergenza, e di potenziamento dei presidi socio-sanitari sul territorio, vera chiave di volta per una riforma capace di rispondere al fabbisogno di assistenza della popolazione e nel contempo di garantire la sostenibilità del sistema».

Rassegna Stampa

03/04/2020

Economia, Regione, Lavoro.
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