News

11/10/2019

«Autonomie locali, un controriforma sbagliata già sulla carta»

 «Passiamo da una riforma condivisibile negli obiettivi generali, sebbene discutibile e necessaria di correttivi per migliorarne un percorso d’attuazione oggettivamente tormentato, a una controriforma che appare poco chiara nelle linee, abborracciata e discutibile, oltre che negli strumenti, anche negli obiettivi generali». È un giudizio negativo senza mezzi termini, quello espresso dalla Cgil sul ridisegno delle autonomie locali annunciato dalla Giunta regionale. «Quello di sostituire le Uti con altri enti di area vasta – spiega Pezzetta – era un obiettivo dichiarato e una scelta che già non ci convinceva, dal momento che l’alternativa indicata era quella di un ritorno alle vecchie Province. Dalle anticipazioni dell’assessore, invece, vediamo una moltiplicazione dei livelli amministrativi, con le Uti che non scompaiono, ma vengono trasformate in comunità ad adesione volontaria, e le Province riesumate con qualche limitata competenza, ma confermando l’obiettivo di resuscitarle anche come enti elettivi. A completare un quadro già preoccupante, e a prima vista non certo più lineare di quello disegnato con la precedente riforma, la soppressione degli incentivi alle fusioni, che rappresentavano invece un utile stimolo a una riduzione del numero dei municipi con il contestuale accorpamento di uffici e personale. Tutto questo in una fase in cui, anche per effetto di quota 100, si stanno aggravando i vuoti di organico dei Comuni, sempre più in affanno e incapaci di gestire un numero di concorsi adeguato al fabbisogno». 
Critiche di merito, quelle della Cgil, che non attende il varo del disegno di legge da parte della giunta per esprimere le sue pesanti perplessità. «Gli obiettivi e le linee generali anticipati dall’assessore – dichiara il segretario generale – vanno nella direzione opposta a quella che auspicavamo. Il timore è che si butti via assieme all’acqua sporca anche il bambino, in nome di un disegno, tutto politico, di cancellare quanto fatto nella precedente legislatura. L’effetto sarebbe un doppio shock che verrà inferto a tutta la macchina del pubblico impiego, dai dirigenti fino agli uscieri, costretta a subire gli effetti di un nuovo ribaltone. Un ribaltone la cui onda lunga – conclude Pezzetta – si ripercuoterà anche sulla prossima legislatura: l’intento di riesumare le province come enti elettivi, infatti, passerà attraverso il complesso iter delle modifiche allo Statuto, con un doppio passaggio in Parlamento incerto non solo nei tempi, ma anche negli esiti».

Rassegna Stampa

18/11/2019

Economia, Regione, Lavoro.
Una selezione delle principali notizie

Rassegna stampa Cgil Fvg

La rassegna di oggi [ 80 KB ]
vai all'archivio