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10/09/2019

«Ferriera: bene il coinvolgimento del Governo, ma la Regione non può sfilarsi dalla partita»

Sindacati in allarme dopo l’annuncio di Arvedi, arrivato come una doccia fredda a fine estate. L’intenzione del numero uno di Siderurgica Triestina di chiudere in tempi brevissimi l’area a caldo di Servola fa scattare in avanti Cgil, Cisl, Uil Fvg, preoccupati per la sorte di un sito industriale strategico per l’occupazione del territorio: un territorio, già in difficoltà per altre crisi aziendali, che si sta interrogando sulle prospettive future.
«Siamo d’accordo sul coinvolgimento del Mise e del neo ministro Patuanelli – entrano subito nel merito Villiam Pezzetta, Alberto Monticco e Giacinto Menis – a patto, però, che la Regione non si sfili da quella che è una partita cruciale non solo per la provincia di Trieste, ma per l’intero Friuli Venezia Giulia». Quello che i sindacati chiedono è, dunque, un forte impegno congiunto dell’esecutivo locale e del Governo per scongiurare la perdita di centinaia di posti di lavoro e il collasso di un territorio che già sconta una forte depressione industriale e crisi aperte.
«Quello che serve ora è un piano condiviso che dia certezze occupazionali e industriali», incalzano Cgil, Cisl e Uil, richiamando tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle istituzioni, alle proprie responsabilità. Con un comunicato unitario, steso a margine di un incontro con le Rsu, i sindacati non ammettono sconti, soprattutto riguardo al rispetto, da parte di tutti i firmatari, di quell’accordo quadro sottoscritto all’arrivo di Arvedi: «Va verificato chi ha mantenuto gli impegni e, in questa fase, servono degli interventi utili a scongiurare il rischio di situazioni drammatiche già vissute nel nostro Paese», insistono Cgil, Cisl e Uil. Quanto all’ipotesi di una riconversione, che comunque non può essere lasciata a se stessa, ma va governata, i sindacati confederali chiariscono: «Se la Regione è davvero convinta che la realizzazione di una piattaforma logistica e portuale nel sito dell’area a caldo sia un’alternativa perseguibile, allora si lavori perché questa ipotesi venga materializzata prima di qualsiasi disimpegno o dimissione, perché altrimenti ci ritroveremo con un pugno di mosche in mano. Senza siderurgia non c’è industria e senza industria non ci può essere alcuna ipotesi di sviluppo del territorio». 
«Resta il fatto – conclude la nota sindacale – che la salvaguardia dei livelli occupazionali deve rimanere il perno di ogni trattativa, che auspichiamo venga gestita con la massima concretezza, lasciando da parte visioni anacronistiche e attriti che non fanno bene né ai lavoratori, né al territorio». Cgil, Cisl, Uil lanciano, dunque, l‘appello all’unità e alla responsabilità di tutti gli attori, ma anche alla costruzione di un sistema territoriale forte e coeso, capace di sostenere la buona imprenditoria e tutte quelle realtà disposte ad investire nella nostra regione, importando lavoro di qualità, produzione e know-how. Queste anche le richieste al centro della manifestazione indettadai sindacati  per domani, 11 settembre, con ritrovo alle 9 sotto la sede della Giunta regionale, in Piazza Unità.

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23/09/2019

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