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29/08/2019

«Sanità, l’assessore faccia chiarezza sulla fase due della riforma»

«Prendiamo atto che l’assessore nega la paternità della bozza di riforma recentemente illustrata, nei suoi contenuti principali, dal Messaggero Veneto. Resta il fatto, però, che la seconda parte della riforma, dedicata alla programmazione sanitaria, era stata annunciata entro il 2019 e che la Giunta, a oggi, non ha prodotto nessun documento ufficiale. Ecco perché crediamo che sia necessario fare chiarezza per illustrare, quantomeno, quali saranno le linee strategiche e le priorità della fase due». La responsabile welfare della Cgil regionale Rossana Giacaz reagisce così alle anticipazioni del Messaggero e chiede all’assessore regionale Riccardo Riccardi di «non limitarsi a semplici smentite, peraltro parziali, dal momento che per quanto abbiamo letto l’unica ipotesi esclusa dall’assessore è la chiusura dei punti nascita di San Daniele e San Vito al Tagliamento».
Giacaz non intende commentare un documento disconosciuto dalla Giunta, ma rileva una «singolare coerenza» tra alcune delle misure che sarebbero contenute dalla bozza e le prese di posizione pubbliche dell’assessore, «a partire da quelle sull’esigenza di un più ampio ricorso agli accreditamenti di strutture private per far fronte alla crescita delle liste di attesa e all’esodo di pazienti verso le strutture del vicino Veneto», spiega Giacaz. La Cgil, nel ricordare che dal 1° gennaio 2020 diverranno operative le tre nuove macroaziende e non senza sottolineare le incertezze sul futuro dei vertici della cosiddetta azienda zero, vede un rischio concreto: «Quello – spiega ancora Giacaz – di ritrovarsi con le stesse criticità di un anno fa, aggravate dal congelamento delle nuove assunzioni per effetto del decreto Calabria e dal fatto di trovarci, di fatto, in una terra di nessuno sospesa tra il congelamento della riforma del 2014 e i ritardi della nuova programmazione sanitaria». Da qui la richiesta di una rapida ripresa del confronto tra Giunta e parti sociali, «non solo sul tema assunzioni e sulle possibili strategie per accelerarle senza attendere i tempi del ricorso contro il decreto Calabria, ma anche su tutti i grandi temi della nuova programmazione, come la ripartizione delle funzioni tra ospedali hub, spoke e Ircsss, il ruolo dei privati, il rapporto tra ospedali e università, l’integrazione socio-sanitaria, le strategie per la riduzione delle liste di attesa».

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23/09/2019

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