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20/07/2019

Contratti, tutele e infrastrutture: il 24 e il 26 luglio si fermano i trasporti

Quattro ore di blocco totale dei trasporti e della logistica, senza distinzione di comparto, dalla logistica alle autostrade, dal ferro alla rotaia, dal trasporto pubblico locale alle ferrovie, dagli aeroporti al comparto marittimo. Lo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil per il 24 luglio (con coda il 26 luglio per il trasporto aereo) sarà una mobilitazione storica, coinvolgendo tutti i settori del variegato universo dei trasporti. Molto vasta, di conseguenza, la platea dei lavoratori interessati, che in Friuli Venezia Giulia sono circa 17mila (altre 10mila nell’autotrasporto e nella logistica, 1.800 nelle ferrovie e altrettanti nel Tpl, 2mila nel comparto portuale, circa 1.500 tra strade, autostrade, aeroporti e impianti a fune).
Al centro della protesta, che in regione sarà preceduta da un attivo unitario in programma martedì 23 luglio, con inizio alle 9.30, nel salone della Cgil di Udine (lavori aperti alla stampa), non soltanto le vertenze sui rinnovi dei contratti, a partire da quelli della mobilità, Tpl e attività ferroviarie, scaduti nel 2017, e del comparto portuale, scaduto nel 2018, e le grandi battaglie sindacali come la tutela dei lavoratori impegnati negli appalti ferroviari, le cause dei drivers e degli addetti al facchinaggio, la sicurezza sul lavoro, il contrasto alla concorrenza scorretta e al dumping contrattuale nell’ambito della logistica. Anche in Friuli Venezia Giulia, come a livello nazionale, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti mettono sul tavolo, e in primissimo piano, la questione infrastrutture. Non a caso lo slogan dello sciopero è «Rimettiamo in moto il Paese», con l’obiettivo di riavviare immediatamente un confronto con il governo e le imprese sulle infrastrutture e l’intermodalità, considerate dai sindacati come in principale volano per il rilancio del Paese. Un messaggio che le categorie, con i segretari Valentino Lorelli (Filt-Cgil), Lilli Bigon (Fit-Cisl) e Michele Cipriani (Uiltrasporti) declinano e rilanciano anche a livello regionale: «Alla Giunta Fedriga – dichiarano – chiediamo una politica delle infrastrutture che metta in rete i porti, gli interporti, le zone industriali, connettendole in modo più efficace alla rete ferroviaria, alle autostrade, all’aeroporto. Gli interventi prioritari per realizzare questo obiettivo sono il potenziamento della ferrovia nelle tratte Trieste-Monfalcone e Cervignano-Udine, l’aumento della capacità delle altre principali linee, il miglioramento dei collegamenti passeggeri con l’aeroporto di Ronchi, con il resto del paese e internazionali, il completamento rapido della terza corsia A4». Ma le infrastrutture non sono l’unico capitolo del dossier che i sindacati di categoria sottopongono alla giunta. In agenda ci sono anche la chiusura della gara per il servizio di Tpl, «per poter procedere in tempi rapidi alla sottoscrizione del contratto di servizio, l’affidamento del trasporto regionale su ferro, finalizzato anche al rinnovo della flotta dei treni e agli investimenti infrastrutturali», la «valorizzazione del ruolo strategico di Fvg Strade e Promoturismo». Queste le richieste che i sindacati porteranno anche in piazza nel corso del presidio indetto a Trieste per mercoledì 24 luglio, dalle 10 alle 12, in piazza dell’Unità.

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20/08/2019

Economia, Regione, Lavoro.
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