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10/10/2018

Scuola Fvg nel caos, basta con l'immobilismo della Giunta

Da almeno 20 giorni circola la notizia sulle dimissioni del direttore dell’Ufficio scolastico regionale. In attesa di conferme o smentite, di certo c’è solo che il sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia è nel caos: non ci sono infatti direttive precise sulle assunzioni del personale precario, né è dato sapere in quali territori le graduatorie d’istituto siano definitive e in quali no. Siamo insomma al fai-da-te generalizzato, e le operazioni che vengono effettuate diventano incontrollabili.
Si spezzano cattedre intere, si spezzano cattedre di sostegno facendo arrivare il personale interno a 22-24 ore di insegnamento frontale, si fanno prestiti tra scuole di organico di potenziamento, senza che vi sia nessun progetto. Esistono casi di docenti della scuola primaria utilizzati per qualche ora nelle scuole secondarie di primo grado, o di orari ridotti per recuperare ore per le supplenze, pratiche che non sono contemplate da nessuna circolare e da nessun regolamento o contratto. A questo si sommano le carenze di organico negli uffici scolastici – regionale e provinciali – e di personale Ata, da sempre denunciate non solo dalle organizzazioni sindacali, ma dallo stesso Ufficio scolastico regionale.
Ferme restando le difficoltà condivise in alcuni incontri con il Direttore regionale, non capiamo questo balletto dimissioni sì dimissioni no: questo non fa bene al sistema scolastico del Fvg, che com’è noto è già in crisi di per sé: basti pensare, due dati per tutti, al 50% di scuole senza dirigente scolastico, ovvero in reggenza, e al 45% senza direttore dei servizi generali amministrativi; due figure apicali indispensabili per il funzionamento della scuola.
La Giunta regionale lo sa bene: la nostra è la regione più disastrata in Italia, sia per quanto riguarda le scuole, sia per quanto riguarda gli organici degli uffici territoriali e dell’ufficio scolastico regionale, che dal 2008 si sono ridotti da 136 unità alle attuali 51. Non è comprensibile, vista la situazione di abbandono in cui versa l’Ufficio scolastico regionale, l’atteggiamento pilatesco della Giunta regionale, che sulla questione fino ad ora non ha espresso nulla e non ha ritenuto, o non ritiene opportuno, incontrare le parti sociali per informare su quanto sta avvenendo e cosa si intende fare per risolvere la questione. Una presa di posizione sarebbe opportuna anche sulla questione degli alunni stranieri, avendo ben presente che la loro presenza, da molti considerata solo un problema (vedi Monfalcone), in diverse realtà è un fattore decisivo per consentire alle scuole di raggiungere i numeri necessari per garantire le classi anche ai bambini italiani, vista la forte denatalità.
Nell’esprimere e confermare la nostra solidarietà al Direttore regionale, sapendo che la volontà di dimettersi nasce dalla grave e ingestibile situazione in cui si trovano gli uffici, auspichiamo e invitiamo con forza la Giunta regionale, nelle persone del Presidente e dell’assessore competente, ad intervenire tempestivamente per dare soluzione a questa paradossale situazione di stallo che si è venuta a creare, che porta scompiglio negli operatori e forte fibrillazione nel mondo della scuola. Il problema non si risolve regionalizzando il sistema con decisioni a porte chiuse. Nel merito, occorre discutere con le organizzazioni sindacali sulle posizioni assunte e su quelle da assumere, per dare alla scuola pubblica del Fvg, e da subito, garanzie di un funzionamento normale.

                                    Adriano Zonta       Donato Lamorte           Ugo Previti
                                        Flc Cgil               Cisl Scuola               Uil Rua Fvg

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11/12/2018

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