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12/09/2018

Occupazione col segno più, nel 2° trimestre bene donne e autonomi

Quattordicimila occupati in più rispetto ai primi tre mesi dell’anno, 5.500 rispetto al 2° trimestre del 2017. Dati Istat alla mano, prosegue la ripresa del mercato del lavoro in Friuli Venezia Giulia: tra aprile e giugno, secondo i risultati della rilevazione trimestrale dell’istituto, il numero di occupati è risalito a quota 513.555, riavvicinandosi ai livelli pre-crisi, mentre la disoccupazione nel trimestre è scesa al 5,9%, percentuale corrispondente a un totale di 32mila persone senza lavoro o in cerca di impiego, quasi 6mila in meno rispetto al primo trimestre. Positivo anche il bilancio complessivo del 1° semestre, con una dato medio di 506.300 occupati, quasi 3mila in più rispetto a giugno 2017, e una disoccupazione al 6,4% (contro il 6,7% della prima metà del 2017).
RIPRESA ROSA. Sul positivo andamento degli indicatori incidono anche dinamiche congiunturali, legate cioè alla stagionalità del mercato del lavoro. Lo conferma il sensibile incremento del lavoro femminile, con 13mila posti in più rispetto al 1° trimestre, quando era stata invece proprio questa componente a far segnare una battuta di arresto. Il dato, però, è nettamente superiore anche a quello del 2° trimestre 2017 (229mila occupate contro 221mila). Dati che controbilanciano quelli del primo trimestre di quest’anno, quando l’occupazione femminile aveva fatto segnare una pesante battuta d’arresto, mentre risultava in crescita quella maschile, fortemente diminuita invece tra aprile e giugno.
GLI AUTONOMI. Situazione rovesciata rispetto ai prime tre mesi dell’anno anche nel rapporto tra lavoro dipendente e autonomo. Contrariamente al 1° trimestre, si registra una forte discesa del lavoro dipendente tra i maschi, mentre gli autonomi tornano a crescere sia tra gli uomini che fra le donne: complessivamente sono quasi 15mila in più nel confronto con 1° trimestre (110mila contro 95mila) e 3.500 rispetto al 2° trimestre 2017: difficile dire se sia l’inizio di una risalita tendenziale della componente autonoma, fortemente ridimensionata dalla crisi e complessivamente in calo anche nel 2018 (-1.900 unità), se si fa riferimento ai dati medi del 1° semestre.
LA CGIL. «I dati Istat non ci consentono ancora una lettura più qualitativa, incentrata anche sulla natura e sulla durata dei contratti. Alla luce dei dati nazionali sull’andamento delle assunzioni, ci attendiamo un’ulteriore crescita dei contratti a termine e precari rispetto a quelli stabili». Questo il commento a caldo di Villiam Pezzetta, segretario generale della Cgil Fvg, che insiste sulla necessità di misure a sostegno della stabilizzazione dei contratti: «Il decreto dignità, pur con diverse contraddizioni, è un segnale in questa direzione, che va però perfezionato e implementato, e che si può rafforzare anche con misure ad hoc di carattere regionale, a partire da un protocollo sugli appalti e da incentivi mirati sulle assunzioni in pianta stabile».
SOS AMMORTIZZATORI. Sia pure in un contesto di ripresa occupazionale, corroborato dai primi segnali di ripresa dell’edilizia e dai recentissimi dati sull’export, la Cgil non manca di evidenziare anche i segnali critici. Su tutti la citata flessione del lavoro dipendente maschile nel 2° trimestre, su cui incide, secondo Pezzetta, anche l’esaurimento della cassa integrazione in molte aziende: «Sapevamo che la scadenza degli ammortizzatori, con cui devono fare i conti molte aziende, avrebbe avuto ripercussioni sull’andamento occupazionale. È un nodo che prima o poi doveva venire al pettine e che rende più incerte le prospettive dei prossimi mesi, anche alla luce dell’incremento delle ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps a giugno e a luglio, ulteriore sintomo del clima di incertezza che tuttora grava sul manifatturiero».

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14/11/2018

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