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05/09/2018

Sindacato e iscritti, in Friuli Venezia Giulia buona tenuta degli attivi

Mentre a livello nazionale, secondo un'indagine di Demoskopika ripresa dai quotidiani locali, gli iscritti al sindacato sono in netto calo, in Friuli Venezia Giulia Cgil, Cisl e Uil segnano una sostanziale tenuta: a fronte di un calo “fisiologico” degli iscritti tra i pensionati negli ultimi dieci anni, si registra – in aperta controtendenza rispetto all’andamento nazionale – la complessiva invarianza, quando non la lieve crescita, dei lavoratori attivi che scelgono di aderire alle tre confederazioni. Parliamo di numeri importanti e certificati, se si considera che a fronte dei complessivi 243.290 iscritti alle tre sigle confederali regionali, ben 128.081, quindi oltre la metà, sono lavoratori ancora in attività. Senza dimenticare che entrambe le categorie hanno fatto segnare un pesante ridimensionamento numerico dal 2008 a oggi: 25mila pensionati (da 381mila a 356mila) e 15mila occupati (da 520mila a 505mila), con una sensibile riduzione quindi del bacino potenziale.
«La tenutadegli iscritti tra i lavoratori attivi – commentano per Cgil, Cisl e Uil, i tre segretari generali, Villiam Pezzetta, Alberto Monticco e Giacinto Menis – rappresenta un dato assolutamente significativo, che attesta la capacità del sindacato confederale di mantenere vivo il rapporto fiduciario con la propria base associativa anche in un periodo storico complesso e segnato da pesanti criticità legate al mondo del lavoro e della previdenza».
«Questo dato – proseguono i segretari – ci indica che il sindacato rappresenta ancora un punto di riferimento determinante, vicino alle persone e capace di consenso. Certo in questi anni le difficoltà sono state tante, e tuttavia il sindacato ha dimostrato non solo la sua capacità di aggregazione, ma ha anche saputo adattarsi ai cambiamenti di un mercato del lavoro sempre più frammentato, andando a tutelare anche i nuovi profili nati dal precariato. Questo ha richiesto una forte riorganizzazione interna, nuovi strumenti di lettura della realtà e di conseguenza una nuova capacità progettuale e di proposta. Ma la fiducia che ancora oggi i lavoratori e pensionati ripongono nelle tre principali organizzazioni sindacali – concludono Pezzetta, Monticco e Menis – deriva anche da quel percorso di trasparenza, ormai necessario, che riguarda anche il tesseramento e la certificazione degli iscritti».

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14/11/2018

Economia, Regione, Lavoro.
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