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20/07/2018

«Tetto agli stranieri, perché Cisint e Fedriga sbagliano»

«Un intervento della Regione sulla falsariga delle quote adottate a Monfalcone non sarebbe soltanto sbagliato e illegittimo, ma anche di dubbia attuabilità». A dirlo il segretario regionale della Cgil Villiam Pezzetta, «scettico e critico allo stesso tempo» su quanto affermato dal presidente della Regione nella sua intervista al Piccolo. «Se la Lega – dichiara Pezzetta – intende realmente evitare il problema delle classi ghetto, non lo può affrontare creandone uno più grave, cioè l’esclusione dalla scuola pubblica dei bambini di nazionalità straniera. Ricordo che stiamo parlando di figli di persone che vivono, lavorano e pagano le tasse in Italia, e che hanno diritto ad accedere ai servizi pubblici, scuola compresa, con le stesse regole e le stesse condizioni degli altri».
Il segretario regionale ribadisce di avere «pesanti dubbi» sulla legittimità del provvedimento di Monfalcone, sul quale la Flc, il sindacato scuola della Cgil, ha presentato com’è noto un esposto alla magistratura. E non esita a entrare nel merito: «Pur non condividendola – commenta ancora Pezzetta – rispetto la posizione di chi crede che le quote possano essere una soluzione al problema delle classi ghetto. Ma un conto è parlare di quote per contribuire a una redistribuzione nella composizione delle classi, altro è porre tetti discriminatori come quello fissato a Monfalcone. Se è vero che una classe con il 90% di bambini stranieri non favorisce l’integrazione, questa non si fa neppure chiudendo le porte delle scuole ai figli dei lavoratori stranieri. Pensiamo piuttosto a come favorire un ampliamento dell’offerta scolastica pubblica, per tenere bambini italiani e stranieri sotto lo stesso tetto, senza esclusioni e discriminazioni».
Sbagliato, di dubbia attuabilità e controproducente, per il segretario della Cgil, anche l’orientamento confermato dal presidente della Regione sul versante dell’accoglienza. «Di fronte a un numero di profughi e richiedenti asilo che oggi è di circa 4.500 persone – spiega il segretario – credo che i 5 Cie “offerti” da Fedriga al Governo amico avrebbero sul territorio un impatto molto più traumatico rispetto alla situazione attuale, soprattutto se tutti i comuni dessero il proprio contributo sul fronte dell’accoglienza diffusa».
Quanto alle altre misure annunciate da Fedriga, dalla sanità al riordino degli enti locali, «il giudizio della Cgil è interlocutorio – spiega Pezzetta – perché siamo ancora fermi alla fase degli annunci o delle buone intenzioni». La Cgil «è abituata a valutare nel merito», spiega il segretario, sottolineando che il tema prioritario «è il rilancio dell’occupazione e in particolare della buona occupazione, sia in termini di stabilità che sotto il profilo della sicurezza, come abbiamo avuto modo di ricordare la scorsa settimana all’assessore Rosolen». E a proposito di occupazione, la Cgil non manca di esprimere la sua preoccupazione in merito a quanto affermato da Fedriga sul tema Ferriera: «Se si ritiene che la chiusura dell’area a caldo – ammonisce il segretario – sia l’unico modo per rendere sostenibile l’impatto ambientale dell’impianto, bisogna avere ben presente che questo comporta la perdita di 450 posti di lavoro diretti, oltre all’indotto. Gli interessi in campo sono tutti legittimi, ma nella consapevolezza che non ci sono ipotesi di un riassorbimento occupazionale in tempi rapidi, che sul territorio giuliano nessuna realtà, neppure il porto, è in grado di garantire».

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