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16/07/2018

«Basta morti bianche, ognuno faccia la sua parte»

«A questo punto anche parlare di allarme è riduttivo. I numeri ufficiali dell’Inail, infatti, ci dicono che dopo il +30% di casi mortali con cui si era chiuso il 2017, il numero di infortuni in Fvg continua a crescere allo stesso ritmo». Questo il commento di Orietta Olivo, della segreteria regionale Cgil, dopo l’infortunio mortale alla Cimolai. Quattordici infatti, secondo i dati Inail, i casi mortali nei primi cinque mesi dell’anno, di cui ben 13 in occasione di lavoro e 1 in itinere, contro gli 11 del periodo gennaio-maggio 2017. A questi, in attesa degli aggiornamenti ufficiali Inail, si aggiungono altre due morti: quella di oggi e quella, nel mese scorso, del trasportatore schiacciato nel parcheggio del mercato ittico di Marano Lagunare, che portano a 16 il conto delle morti bianche, in metà anno, contro le 26 dell’intero 2018.
«Questi numeri – dichiara ancora Olivo – sono un richiamo al senso di responsabilità di tutti, a partire dalle aziende, perché non c’è nessun alibi, neppure quello, comunque inaccettabile, di una ripresa occupazionale che nei primi mesi dell’anno ha subito una battuta d’arresto. È evidente che dietro a questa recrudescenza, al di là delle cause di ogni singolo incidente, c’è un peggioramento generale delle condizioni di lavoro. Ecco perché continuiamo a sollecitare, oltre a quello delle forze imprenditoriali e di tutto il mondo del lavoro, anche un impegno straordinario della Regione, come abbiamo avuto modo di chiedere la scorsa settimana all’assessore al lavoro Rosolen. La sicurezza deve diventare uno dei temi principali nell’agenda dell’assessorato direttamente competente, quello alla sanità, e dell’intera Giunta. Purtroppo, però, restiamo in attesa di una convocazione da parte di Riccardi».
Sull’infortunio che è costato la vita ad Andrea Fellet, ai cui familiari la Cgil esprime il suo cordoglio, è intervenuto anche il segretario della Fiom Fvg e Pordenone Maurizio Marcon: «Dobbiamo purtroppo constatare – queste le sue parole – che nonostante i nostri sforzi e la disponibilità da parte della Cimolai a mettere in atto investimenti e azioni virtuose per migliorare le condizioni di sicurezza in fabbrica, ancora una volta questo impegno non ha evitato il dramma irreparabile della perdita di una vita. È doveroso ricordare – aggiunge Marcon – che proprio in questo stabilimento, con questo ultimo evento, ci sono stati 3 morti negli ultimi 8 anni e sempre con dinamiche legate alla movimentazione dei manufatti, quindi non è possibile parlare di fatalità. La frequenza inaccettabile delle morti sul lavoro ci dice che dobbiamo fare di più: l’iniziativa unitaria del 7 giugno che la Fiom ha messo in campo con l’assemblea regionale degli Rls e delle Rsu ha indicato come strada quella di un “patto emergenziale” tra tutti i soggetti che, con responsabilità diverse, possono contribuire a fermare questo dramma. Anche il sindacato deve fare la sua parte».

Rassegna Stampa

19/10/2018

Economia, Regione, Lavoro.
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