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13/06/2018

«Aeroporto, no alla svendita delle quote»

«Se si vuole insistere per la cessione di quote dell’aeroporto di Ronchi, si deve procedere con una nuova gara e non con la trattativa privata, mantenendo alti i requisiti per partecipare e confermando in toto le clausole sociali e contrattuali concordate con il sindacato». A chiederlo è Valentino Lorelli, segretario della Filt-Cgil del Friuli Venezia Giulia, non senza manifestare perplessità per la mancanza di offerte nella recente asta e per le motivazioni addette dai soggetti che pure avevano manifestato interesse per lo scalo regionale: «Interesse che non si è tradotto in un’offerta – commenta Lorelli – a quanto pare perché tutti i potenziali concorrenti, con una curiosa simmetria, hanno affermato di non sentirsi sufficientemente garantiti dalle condizioni proposte».
INFRASTRUTTURA STRATEGICA. La Filt, ricordando la sua iniziale contrarietà alla cessione di quote di un asset considerato strategico per lo sviluppo della regione, aveva poi giudicato positivamente le condizioni del bando, «che dava sufficienti garanzie sia sul piano industriale, per i requisiti qualitativi e dimensionali richiesti per la partecipazione alla gara, sia sul fronte delle tutele occupazionali e contrattuali dei lavoratori», spiega ancora Lorelli. Tutto questo, aggiunge il segretario della Filt, «in una situazione favorevole alle prospettive di sviluppo dello scalo, grazie al forte aumento della domanda di trasporto aereo e alla recente realizzazione del polo intermodale, che ha reso l’aeroporto di Ronchi più facilmente raggiungibile con i treni, gli autobus e anche in auto, visto l’ampliamento dei parcheggi».
IL LAVORO. Un altro elemento fondamentale, per la Filt-Cgil, è la riorganizzazione del lavoro «attraverso accordi sindacali che hanno determinato un forte aumento della produttività e contribuito in modo determinante a passare da pesanti perdite a consistenti utili di bilancio», rimarca Lorelli, ribadendo che «gli obiettivi di crescita dello scalo erano e restano sicuramente a portata di mano».
PUBBLICO E PRIVATO. L’appello alla Regione, quindi, è di «non cedere agli appetiti degli interessati procedendo a una revisione al ribasso delle condizioni, magari scegliendo la strada della trattativa privata». Lo scalo di Ronchi, conclude Lorelli, «deve infatti diventare sempre di più una risorsa e un volano per la crescita del territorio regionale al servizio di tutte le attività economiche e del turismo, un ruolo che l’aeroporto può svolgere anche mantenendo la proprietà pubblica, se dopo il risanamento degli ultimi due anni si entra nella fase della crescita».

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21/08/2018

Economia, Regione, Lavoro.
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